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Pietro Balzanelli

Autore del post
Chef di cucina
52
28
Scusa Marco purtroppo sono stato impegnato, spero che il pollice nel post era in positivo, se fosse al contrario sicuramente mi sono sbagliato, sai quanta stima ho per voi e tutto il gruppo.

Vorrei condividere con voi una riflessione sulla gestione delle temperature al cuore di un prodotto.

Mi sono imbattuto in alcuni articoli pubblicati da un professionista del food (consulente). Lui sostiene che nella cottura sottovuoto la temperatura al cuore di un prodotto non possa scendere sotto i 70 gradi circa e contesta anche la temperatura esterna inferiore ai 63/65 gradi circa sopratutto quelle temperature intorno ai 55 gradi, in quanto ritiene che siano temperature a rischio: sopratutto se prolungate nel tempo, possono accelerare la prolificazione batterica, mettendo a rischio il consumatore. vorrei capire cosa ne pensate e se un senso quello che lui dice. Grazie Marco buona giornata
 
Ultima modifica di un moderatore:
Ciao Pietro,
Posto che non so a quali articoli ti riferisci, rispondo per il contesto della tua domanda.

Una cosa da tenere presente è che le indicazioni sulle temperature sono pur sempre delle linee guida.

Nessuno ti obbliga a fare in un certo modo, se sei in grado di dimostrare che il tuo metodo è sicuro.

Questa certezza possono dartela solamente le analisi di laboratorio.

Nel momento in cui standardizzi un processo di cottura secondo determinati criteri e, successivamente, lo fai validare da un laboratorio specializzato che certifica che non ci siano alterazioni o proliferazioni batteriche, sei a posto.

Poi a monte ci dev'essere ovviamente tutto il lavoro che riguarda la pulizia, l'igiene, le CPI e via dicendo, che è imprescindibile.

Ma comunque quella sulle temperature è una "lotta" che dura da anni.

Fino a non molto tempo fa, oltre una certa soglia - 75 °C se non ricordo male - si faceva polemica perché "non è bassa temperatura" (a proposito noi non usiamo quella sigla perché è un metodo che non condividiamo, ho modificato il tuo messaggio al riguardo), ma per i vegetali 85 °C andava bene (e per forza!)...

Addirittura abbiamo visto indicazioni per "cuocere" pesci a 37 °C, temperatura perfetta per incubare i microrganismi patogeni e mettere a rischio la salute dei commensali!

Poi abbiamo iniziato a pubblicare contenuti, parlando di tecnica e temperature, argomentando ogni contesto e chissà come mai col tempo queste indicazioni sono cambiate...

Ma il punto non è questo. Il nostro scopo è fare in modo che chi applica questa tecnica lo faccia con criterio.

In ogni caso il più grande pregio della cottura sottovuoto è proprio la possibilità di cuocere ogni alimento alla sua temperatura ideale, che per alcuni è al di sotto dei 60 °C.

E alla fine dei conti è sempre il professionista che deve saper sfruttare i metodi per trattare il prodotto in modo da eliminare qualsiasi rischio per chi poi dovrà consumarlo.


Un appunto, anzi due:
  • Per quando riguarda la prima parte del post (il pollice) ti rispondo in privato appena ho un attimo di tempo;
  • Ho spostato la risposta in un nuovo post poiché non inerente con quello originale, ma anche perché merita comunque la sua visibilità. ;)

👋