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Scusa Marco purtroppo sono stato impegnato, spero che il pollice nel post era in positivo, se fosse al contrario sicuramente mi sono sbagliato, sai quanta stima ho per voi e tutto il gruppo.
Vorrei condividere con voi una riflessione sulla gestione delle temperature al cuore di un prodotto.
Mi sono imbattuto in alcuni articoli pubblicati da un professionista del food (consulente). Lui sostiene che nella cottura sottovuoto la temperatura al cuore di un prodotto non possa scendere sotto i 70 gradi circa e contesta anche la temperatura esterna inferiore ai 63/65 gradi circa sopratutto quelle temperature intorno ai 55 gradi, in quanto ritiene che siano temperature a rischio: sopratutto se prolungate nel tempo, possono accelerare la prolificazione batterica, mettendo a rischio il consumatore. vorrei capire cosa ne pensate e se un senso quello che lui dice. Grazie Marco buona giornata
Vorrei condividere con voi una riflessione sulla gestione delle temperature al cuore di un prodotto.
Mi sono imbattuto in alcuni articoli pubblicati da un professionista del food (consulente). Lui sostiene che nella cottura sottovuoto la temperatura al cuore di un prodotto non possa scendere sotto i 70 gradi circa e contesta anche la temperatura esterna inferiore ai 63/65 gradi circa sopratutto quelle temperature intorno ai 55 gradi, in quanto ritiene che siano temperature a rischio: sopratutto se prolungate nel tempo, possono accelerare la prolificazione batterica, mettendo a rischio il consumatore. vorrei capire cosa ne pensate e se un senso quello che lui dice. Grazie Marco buona giornata
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