Ciao Gerry,
a noi non risulta nessun riferimento del genere nelle disposizioni H.A.C.C.P. ma usiamo comunque le buste certificate "Cook and Chill" già da tempo.
Quello che si sa per certo è che i materiali usati a contatto con gli alimenti devono essere tassativamente certificati per questo utilizzo, quindi anche le buste per il sottovuoto che acquistiamo regolarmente devono esserlo a prescindere.
Quindi prima di essere immesse sul mercato, le buste devono avere i requisiti per superare una serie di test specifici, e questo
vale per tutti i produttori.
Quello che non tutti sanno è che le buste sono composte da
strati diversi di materiali diversi, che sono generalmente "accoppiati" in 2 o più strati di film, per donare alla busta determinate caratteristiche di resistenza.
I test standard vengono fatti con:
- un alcool
- un grasso
- un acido
a cui devono resistere in determinate condizioni
senza mostrare cedimenti.
Come dicevo, tutte le buste devono superare questa fase e le aziende produttrici devono dimostrare che i loro prodotti sono conformi. Quindi ognuno avrà i propri documenti per le relative certificazioni.
Per le buste
"Cook and chill" in particolare, il test viene esteso non solo alle alte temperature di riferimento per il tipo di sacchetto (conservazione o cottura), ma anche alla resistenza a temperature di congelamento per più tempo.
In linea di massima
su tutte le confezioni dovresti essere in grado di trovare le
indicazioni di resistenza termica specifiche.
Per esempio, mediamente, per le
buste da cottura parliamo di
-20/+121 °C mentre per quelle da
conservazione siamo intorno ai
-40/+100 °C, che è anche la temperatura minima raggiungibile dagli abbattitori di temperatura.
Tu dove hai sentito o letto questa cosa?
Se hai modo di indicarci la tua fonte, proviamo ad approfondire!

